Scavi di Ostia Antica


Fondata alla fine del V sec. a.C. dal quarto re di Roma, Anco Marzio, come insediamento per la produzione del sale alla foce del Tevere, in antichità Ostia era avamposto militare destinato a controllare l’accesso al Tevere, ma anche tutto il suo corso inferiore e i territori confinanti. Dopo un periodo fiorente e rigoglioso, già a partire dal III sec. Ostia Antica venne gradualmente abbandonata a causa del progressivo allontanamento della costa e dell’insabbiamento del fiume, non più navigabile. L’azione di recupero dei resti, di quella che di fatto fu una colonia preziosa per Roma, furono avviati, per volere di Pio VII nel 1800 e successivamente da Pio IX nel 1909. .Due erano le strade principali, il Cardo massimo e il Decumano massimo, la prosecuzione della via Ostiensis, l’attuale via Ostiense, che da Roma si divideva nel nostro territorio in due rami, uno diretto al mare e uno al fiume. Poi si realizzò il foro con la ricostruzione del Capitolium, un tempio grandioso dedicato inizialmente a Giove, Giunone e Minerva, e si moltiplicavano i magazzini maestosi in cui venivano depositate merci e derrate alimentari. Nel foro furono erette la curia, la basilica e le terme. Sotto Augusto imperatore sorse il teatro tutt’ora attivo e in grado di ospitare un pubblico di quattromila persone, mentre alle vecchie case, domus, repubblicane si sostituirono moderne dimore con giardini e cortili porticati e pavimentati.

 

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